Appesa
Ci sono volte in cui il silenzio pesa più delle brutte parole.
Ci sono volte in cui il silenzio pesa più delle brutte parole.
Perché alla fine la vita è un po’ come una stazione.
Chi viene, chi resta, chi va.
Treni che partono, che passano, che si fermano e ripartono. O treni che arrivano al capolinea.
La cosa bella è che siamo tutti lì per uno scopo: andare da qualche parte.
Ed il bello è proprio il fatto che su qualunque treno salirai, a qualcosa ti porterà e qualcosa comunque troverai.
Pensandoci la vita non è proprio come una stazione.
La stazione è il punto di ritrovo.
La vita sono i continui viaggi che intraprendi partendo da lì.
Le cose belle arrivano, prima o poi. È che non sai mai quando. Ti capitano e basta. Devi solo essere pronto ad afferrarle.
Ma se le cerchi ti fanno solo i dispetti. Ho capito che le cose belle si possono nascondere dappertutto, basta solo trovarle.
Secondo me non vogliono essere cercate. Solo trovate. Nel frattempo vivere.
Non ti regalo la luna
perchè non ci arrivo a prenderla,
ma posso regalarti il mio cuore,
che è più a portata di mano,
e immenso almeno quanto lei.
Ho voglia di respirare.
Bene, forte, a polmoni aperti, senza trovarmi a breve distanza col fiato corto.
Respirare di quell’aria buona, che fin da subito ti sa di calore.
Di quell’aria di cui non ti stancheresti nemmeno dopo ore.
Chiudere gli occhi e inspirare col naso.
Inebriarmi di quell’odore e portarlo con me, per non sentirne mai la mancanza.
Non dovrei, freddolosa come sono, sentire più freddo dentro che fuori.
E’ buio e fa freddo.
Aspetto un raggio di sole
che mi scaldi in queste giornate,
ma l’estata è finita
e davanti a me
ci sono solo l’autunno
e l’inverno.
Non smetto di sperare,
perchè voglio continuare
a credere in quello in
cui ho sempre creduto.
Voglio continuare a credere
che ancora qualcosa valgo,
ma queste lacrime che
scendono copiose sul mio volto
mi travolgono
ed io non so nuotare.
Da qui l’Inferno,
dopo 6 mesi di Paradiso.