Concorso letterario di PensieriParole

Settima edizione del concorso letterario internazionale di PensieriParole
Torna il concorso letterario internazionale di PensieriParole, quest’anno con il patrocinio del Comune di Padova, media partner “Il Mattino” di Padova, dal titolo “10 anni di PensieriParole”.
Per partecipare è sufficiente essere registrati al social network letterario più famoso d’Italia e se non sei ancora registrato puoi farlo visitando la pagina web:
www.pensieriparole.it/registrazione
La settima edizione dell’attesissimo concorso è divisa in due sezioni: Poesie e Aforismi; per entrambe sarà eletto il vincitore che si aggiudicherà una elegante e raffinata penna Montegrappa.
Inoltre, lo staff di PensieriParole darà a un autore la possibilità di pubblicare un libro con la nostra casa editrice (Edizioni PensieriParole) in modo totalmente gratuito.
Ogni utente registrato può concorrere sia per la sezione Poesia che per quella dedicata agli Aforismi con un massimo di 3 e 5 opere rispettivamente, che dovranno essere inviate, tramite l’apposito modulo online, dal 20 novembre all’11 dicembre 2011.
Il tema è l’amore in tutte le sue forme e sfaccettature.
Al termine del concorso sarà realizzato un libro con almeno un’opera per ciascun partecipante, che come consuetudine sarà a sostegno della Fondazione Città della Speranza Onlus.
La presentazione del volume è già fissata per il 10 giugno 2012 in occasione del decimo “compleanno” di PensieriParole.it
A breve sarà pubblicato il regolamento ufficiale con tutti i dettagli sulle modalità di partecipazione, composizione giuria, etc. Mi raccomando, continuate a seguirci!
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Apriamo le finestre.
Questo blog è stato chiuso anche per troppo tempo.
E’ arrivato il momento di aprire le finestre per far girare l’aria.
Intanto sto spolverando e spostando i mobili.
Tra poco questo blog tornerà a vivere di nuovo.
Promesso e assicurato.
Il treno dei ricordi
http://ilovegaia.style.it/4/il-treno-dei-ricordi-non-fa-fermata
Come ha scritto … nella sua poesia ‘Stazione Centrale’ di cui condivido e apprezzo il pensiero:
“Perché alla fine la vita è un po’ come una stazione.
Chi viene, chi resta, chi va.
Treni che partono, che passano, che si fermano e ripartono.
O treni che arrivano al capolinea…
La cosa bella è che siamo tutti lì per uno scopo: andare da qualche parte.
Ed il bello è proprio il fatto che su qualunque treno salirai, a qualcosa ti porterà e qualcosa comunque troverai.
Pensandoci la vita non è proprio come una stazione.
La stazione è il punto di ritrovo.
La vita sono i continui viaggi che intraprendi partendo da lì”.Chissà quindi se il rimpianto di oggi non possa essere nello stesso modo un treno di passaggio, un’avventura da prendere al volo, un momento che ci serva solo per riflettere, una stazione nella quale semplicemente riposare.
Quando tutto ebbe inizio
Ho sempre amato scrivere, anche solo per il gusto di veder scorrere la penna su un foglio qualsiasi.
Ho sempre creduto di essere più brava con le parole scritte che a voce. Non sono mai state un surrogato, nè un sostituto, semplicemente mi facevano esprimere meglio.
Potevo rifletterci quanto volevo, potevo “parlare” senza interruzioni, non correvo il rischio di rimanere senza parole.
Ho scritto tanto di me e di tutto il resto, fino a quando mi son fermata.
Bloccata in una stazione sconosciuta, in attesa di un treno che non riuscivo a scorgere.
Forse volevo solo sperare che bastasse scrivere quattro parole al vento per far sì che le cose assumessero un colore diverso.
A volte il mondo è di tinte color pastello, a volte dipinto di colori vivaci.
E’ comunque un modo come un altro per vedere le cose.
Scriverle significa imprimerle,
poterle rileggere col senno di poi,
rifletterci sopra.
Scriverle vuol dire anche permettere a qualcuno di condividerle con noi.
Permettere alle nostre parole di dar voce al proprio cuore, e a volte anche a quello degli altri.
Per quel che conta…
Ciao Dj!
Provo a scriver(ti) due parole, per quel che può contare, senza cadere nel patetico, ma lo sento più che dovuto.
Devo ancora riprendermi dallo scossone che mi ha dato LA notizia, e ogni volta che ci penso, mi prende una morsa allo stomaco, nonostante vi ascolti da neanche 2 anni.
Sicuramente non è niente di paragonabile rispetto alla rivoluzione che sta passando la radio e, nello specifico, chi ci lavora.
Le cose che mi legano a voi sono tante.
Posso partire dalla circostanza con la quale ho iniziato ad ascoltarvi, quando ho conosciuto una persona che mi ha riavvicinato alla Musica che avevo dentro da sempre. Per farmi compagnia al lavoro ho sempre ascoltato altre radio, poi una mia amica mi ha detto della vostra esistenza. Per curiosità mi sono sintonizzata e di tanto in tanto facevo delle capatine, alternandovi a Radio DJ.
Poi l’arrivo di quella persona mi ha fatto scoprire altri gruppi, di cui non avevo mai ascoltato niente, e che conoscevo solo per nome. Kiss, Iron Maiden, AC/DC, Ozzy, nomi famosissimi, ma probabilmente a causa di pregiudizi misti a “ignoranza” musicale, non avevano mai destato la mia curiosità.
Poi si sa, noi donne siamo strane, e per avvicinarmi al suo mondo mi sono lasciata consigliare. Con un sorriso sulle labbra ho scoperto che quei pezzi voi li passavate e da allora non sono più stata capace di lasciarvi. Prima per sentirmi vicina a lui, poi perchè le mie orecchie non ne potevano più fare a meno. E poi perchè le vostre voci mi son diventate famigliari, un po’ come succede quando ascolti le stesse persone 8 ore su 8, come minimo.
Ma non è mai diventata un’abitudine, solo un piacere.
In tutti questi mesi ho scoperto tanti gruppi nuovi, che mi hanno tenuto compagnia in momenti tristi e non. Non potevo credere che c’era chi passava i Poison, che amo da sempre. Un conto è sentirli su cd nel proprio lettore, un altro è sentirli passare per radio. Quando ascolti una canzone in radio trovo che sia diverso, è come se stessi condividendo ciò che tu ami con il mondo, che possono essere altre 2 persone o migliaia.
Ho scoperto davvero tanti gruppi di cui conoscevo solo i singoli più famosi, come i Def Leppard o i Tesla, i Cinderella, le Heart. Ne ho scoperti altri come i Jetro Tull, i Deep Purple, i Rainbow (ebbene sì, non mi ero mai avvicinata a loro prima d’ora).
Mi sono sentita come una bambina che stava scoprendo i colori, che esistono da sempre, che tutti amano uno in particolar modo più di un altro, mentre io li scoprivo per la prima volta, ed iniziavo ad amare tutte le loro sfumature.
Ora, lo so che la mia infinita voglia di conoscere e scoprire non si fermerà con lo stop di RockFM, ma è come se gli insegnanti che ti hanno aiutato a scoprire quei colori venissero licenziati dalla scuola. Continueranno ad esistere, faranno altro, ma non saranno più i tuoi insegnanti. Magari seguiranno dei supplenti, ma resteranno sempre tali.
Io spero che questo stop sia solo la chiusura di una parentesi, che possa dare il via ad un progetto vostro alternativo, che ci permettiate ancora di imparare da voi e camminare insieme. Perchè se è vero che noi vi abbiamo fatto entrare nelle nostre case, voi ci avete permesso di entrare nel vostro mondo per condividerlo con tutti noi.
Non volevo cadere nel patetico, ma mi sono lasciata trascinare da questi sentimentalismi, che forse possono anche sembrare incomprensibili, ma sono convinta che tu, o a chiunque altro avessi destinato questa mail, saprete apprezzare, perchè sono parole che vengono dal cuore.
Se però ho deciso di scrivere a te, un motivo c’è. Perchè ognuno si sa, ha le sue preferenze, e tu sei il mio prof. preferito!
Chiudo il tutto con un abbraccio prolungato e sincero, con la speranza di non perdere vostre notizie una volta chiusa la radio.
P.s.: La petizione sta andando avanti, ma dubito che servirà a qualcosa, perchè nel sistema non c’è da aver più molta fiducia. E’ per questo che spero con tutto il cuore che per voi si prospetti all’orizzonte un’alternativa che ci permetta di continuare a camminare insieme.
- Questo è il testo della mail che ho appena inviato alla radio, perchè anche se le movimentazioni in atto non conteranno a nulla, le parole che vengono dal cuore racchiudono una riconoscenza e una stima che non hanno prezzo. A mio modesto parere. -






